Crostata con ripieno di mele, uvetta e cannella

Torta di mele

Una torta di mele, un’altra.
Il sapore dello strudel in una crostata.
Il ripieno dolce, speziato e profumato all’interno di un friabile guscio di pasta frolla.
Una torta di mele ricca e deliziosa.

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Si tratta di una torta semplice, niente ingredienti strani o passaggi complessi.
Basta preparare un panetto di pasta frolla e mentre lei riposa cuocere le mele con uvetta e cannella.
Si inforna prima la parte inferiore della crostata, poi si aggiunge il composto di frutta e si ricopre con altra pasta frolla. Di nuovo in forno per terminare la cottura e un po’ di pazienza per dare alla crostata il tempo di raffreddarsi.
Si può preparare la mattina per il tè del pomeriggio o il pomeriggio per gustarla dopo cena. E si può anche fare il giorno prima, tanto lei si conserva benissimo.

Questa crostata è perfetta per chi ha voglia di mele, per chi ama le torte speziate e per chi ama le torte e basta. Per gli amanti della pasta frolla. Perfetta per chi ha un po’ di tempo e vuole passarlo a preparare un dolce buono. Perfetta perché siamo quasi in primavera ma l’inverno continua a farsi sentire.

Ingredienti:
400 gr di farina 00
200 gr di burro
160 gr di zucchero
2 uova
la scorza di un limone

4 mele gialle (io Golden delicious)
2 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiai di uvetta
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaino di cannella
il succo di un limone
burro q.b.
acqua q.b.

Procedimento:
– Iniziate a preparare la pasta frolla: in una ciotola mettete la farina, lo zucchero, la scorza di limone e il burro (freddo!) tagliato a tocchetti. Impastate con le dita, fino a sciogliere il burro e ottenere un composto “sabbioso”.
– Aggiungete le uova intere e impastate velocemente sempre con le mani, per non scaldare troppo l’impasto. Quando l’impasto sarà sodo e omogeneo, formate una palla, ricopritela con pellicola trasparente e fate riposare la pasta frolla in frigorifero per almeno un’ora.

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– Mentre la frolla riposa, realizzate il ripieno della crostata: lavate e sbucciate le mele, poi tagliatele a pezzetti. Vanno bene anche imprecisi, purché siano abbastanza piccoli.
– Aggiungete alle mele tutti gli altri ingredienti: uvetta, zucchero, pinoli, maizena, cannella e succo di limone.
– Fate sciogliere a fuoco lento una noce di burro in una padella ampia, dove poi aggiungerete il composto di mele e uvetta. Lasciate cuocere per 20/30 minuti, aggiungendo un paio di bicchieri di acqua durante la cottura.

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– Una volta che il composto di mele sarà diventato morbido, togliete dal fuoco e fate raffreddare.
– Adesso potete preparare il guscio di frolla: su un foglio di carta forno infarinato, stendete 2/3 della pasta frolla con il mattarello, poi adagiatela delicatamente in una tortiera di 26 cm imburrata e infarinata.
– Con una forchetta fate dei fori sul fondo. Rimuovete la pasta frolla in eccesso e sistemate i bordi, che devono essere alti circa 2 cm per poter contenere il ripieno.

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– Accendete il forno a 180°C, intanto adagiate un disco di carta forno sul fondo della crostata. Infornatela e lasciate cuocere per 15 minuti.

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– Trascorsa la prima parte di cottura tirate fuori dal forno il fondo di frolla, rimuovete la carta e versate il composto di mele nel guscio. Stendete la pasta frolla restante e adagiatela sulle mele, per chiudere la crostata. Rimuovete la pasta in eccesso e fate nuovamente i fori, per evitare che la frolla si gonfi in cottura.

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– Infornate la crostata e fatela cuocere per altri 15/20 minuti. Quando la parte superiore avrà preso un colore dorato, la torta è pronta.
– Fatela raffreddare per 3/4 ore, poi spolveratela di zucchero a velo e servite.

Io ho avuto un’assistente speciale, di quattro anni, che ha messo lo zucchero e pulito quello in eccesso con le dita dicendo che dovevo sbrigarmi a fare foto alla torta. Tutti hanno approvato il risultato, mangiandone un boccone dietro l’altro.
E anche io ho fatto il bis.

Se vi avanza, il giorno dopo è ancora più buona.

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I miei consigli:
– Potete sostituire i pinoli con mandorle, noci o nocciole.
– Per una frolla particolare, sostituite metà della classica farina 00 con quella di farro, integrale o di grano saraceno.
– Ottima accompagnata da una pallina di gelato alla panna/yogurt/crema.

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Protein balls con avena, burro di arachidi e uvetta

Torno a scrivere ricette, anche se non ho mai smesso di cucinare.
Ho fatto anche altro, tanto altro.
Ho preso la patente. Ho comprato la mia macchinina bianca, io che la volevo nera.
Ho preso l’abitudine di iniziare la giornata allenandomi.
Mi sono fatta lividi e ho comprato tre paia di scarpe sportive. Più un paio di tacchi, per compensare e che non uso mai.
Ho acquistato libri che ho iniziato ma non ho finito. E ne ho ricevuti altri, che ho iniziato ma non ho finito.
Ho perso nonna, che è con me.
Sono tornata in Spagna per conoscere Barcellona, splendida sotto il sole tiepido di gennaio.
E ho cucinato. Poche torte, meno frolla, una sola volta il pane. Decine di barrette più o meno riuscite, ogni giorno la schiscetta per l’ufficio. Ho provato il miso, comprato avena in chicchi, scoperto lo Skyr. Ho preso la salsa di soia e ancora non ho trovato il tempo di usarla, ho iniziato a mangiare pù carne e ho pulito per la prima volta il pesce. Ho comprato la vaporiera, mangiato centinaia di biscotti..
E ho smesso di preparare il porridge ogni mattina.

Non è stato facile dover abbandonare la mia colazione preferita. Da quando esco di casa ogni giorno alle 6.30 per andare al box (di Crossfit) è impossibile preparare il porridge e allora ho dovuto abituarmi a colazioni diverse, comode da portare con me.
Prima lo yogurt con l’avena, poi banana e barrette, poi le gallette con la marmellata.
E poi le protein balls.

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Fino a poco tempo fa non sapevo cosa fossero: si tratta di palline fatte solitamente con una base di fiocchi di avena, burro di arachidi, proteine in polvere. A cui poi si aggiungono ingredienti diversi a seconda della fantasia e del gusto personale.
Ho letto diverse ricette su internet, quasi tutte su blog stranieri e quasi tutte con le indicazioni in cup/teaspoon/tablespoon. Per chi non è pratico, come la sottoscritta, dover convertire da sè il peso di ogni ingrediente non è esattamente la cosa più divertente del mondo. Ma non ho avuto scelta.. e la “fatica” è stata ripagata con una deliziosa scoperta.

Scommetto che pochi di voi le hanno viste in giro: scordatevi di trovarle al supermercato. Forse nei negozi specializzati, sicuramente le vendono online. I prezzi però non sono incoraggianti e comunque bisogna aspettare il corriere..
Tanto vale farle da sè! Vi occorrono soltanto 30 minuti e la voglia di sporcarsi le mani per avere le vostre protein balls. In questo modo potete scegliere quantità e ingredienti che preferite per avere sempre pronto uno snack nutriente, sano e buonissimo. Così buone che ho appena finito di prepararle per la seconda volta.

Ingredienti:
175 gr di fiocchi di avena
30 gr di proteine (facoltativo) – per me le proteine whey al cocco Foodspring
60 gr di burro di arachidi (smooth o crunchy)
40 gr di uvetta
30 gr di miele
1 cucchiaio di bacche di Goji
1 cucchiaino di cannella
7/8 cucchiai di acqua

Procedimento:
– Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola. Iniziate ad amalgamarli con un cucchiaio di legno, poi continuate a impastare con le mani.

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– Formate tante balls, grandi poco più di una noce. Se fate fatica a crearle, aggiungete uno o due cucchiai di acqua per rendere il composto più umido e facilmente lavorabile.

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– Riponete le balls in un contenitore a chiusura ermetica e lasciatele riposare in frigorifero per almeno un’ora prima di assaggiarle.

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Le protein balls sono ideali per una pratica colazione, fatta di corsa o fuori casa. Vanno bene per una sostanziosa merenda, per il post allenamento o come momento dolce dopo cena per chi come me proprio non può rinunciarci.
Si conservano in frigorifero fino a 4/5 giorni.

I miei consigli:
– Potete sostituire l’uvetta con frutta secca o gocce di cioccolato (fondente, mi raccomando!).
– Al posto del burro di arachidi, provatele con burro di mandorle o nocciole.
– Usate fiocchi di avena piccoli o tritate leggermente i fiocchi grandi per evitare che i fiocchi rimangano troppo duri.

Porridge d’autunno con cachi e cannella

I cachi o li ami o li odi. Oppure fai come me: da bambina ne mangiavo a chili, poi crescendo ho smesso anche di assaggiarli.
Quest’anno però, una volta visti sugli scaffali dei supermercati, ho voluto riprovare. Mi sono detta che se mi piacciono il polline, la polvere di maca e i datteri, avrebbero potuto piacermi anche i cachi.
E così ne ho portati a casa una vaschetta da quattro.
Il primo l’ho assaggiato subito e non mi ha conquistato: il sapore era buono ma la sensazione che lasciava in bocca era strana. Ma poi mi hanno spiegato che dipendeva dal caco ancora non perfettamente maturo.
Ho lasciato che maturassero.. ed è finita che mi sono ritrovata in frigorifero ancora due cachi da consumare.
Ma come? In un dolce? Mangiato semplicemente al cucchiaio?

Ho deciso di privarlo della buccia, frullarlo e farci una purea. E aggiungerla al porridge, che così diventa più dolce e fa ancora più bene.

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Sì, perché saranno anche difficili da apprezzare per molti, però i cachi sono ricchi di potassio, di fibre e di vitamina A, C ed E. Apportano benefici alla pelle, all’intestino e ha poteri antinfiammatori e depurativi.

Questa mattina, con tutta la calma che solo la domenica sa dare, ho preparato un porridge con i colori e i sapori dell’autunno, aggiungendoci latte di riso, purea di cachi, nocciole e tanta cannella.

La ricetta è così facile e veloce che non potevo aspettare a scriverla.

Ingredienti:
50 gr di avena
150 ml di latte di riso
1/2 caco
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di miglio soffiato
1 cucchiaio di bacche di Goji
1 manciata di nocciole
acqua q.b.

Procedimento:
– Mettete l’avena in una scodella e aggiungeteci circa 1 bicchiere di acqua per farla rinvenire. Fate riposare per almeno 10 minuti.
– Intanto procuratevi gli altri ingredienti e preparate la purea di caco semplicemente frullandolo dopo averlo privato della buccia esterna.
– Quando l’avena avrà completamente assorbito l’acqua, mettetela in un pentolino, poi aggiungete il latte di riso e la cannella. Fate cuocere a fuoco lento per un paio di minuti, girando continuamente.
– Versate il porridge in una tazza, poi completatelo con la purea di cachi, le nocciole, il miglio e le bacche di Goji.

Gustatelo ancora caldo.

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I miei consigli:
– Frullate un caco intero e la purea che vi avanza conservatela in frigorifero per al massimo 24 ore. Potete mangiarla semplicemente così com’è, oppure aggiungerla al gelato o ancora spalmarla su una fetta di pane integrale con della ricotta.
– Se il porridge vi sembra avere un sapore ancora troppo amaro nonostante il caco, potete dolcificarlo ulteriormente con un cucchiaino di miele o di sciroppo d’acero.

Crostata al cacao con ricotta, pere e amaretti

Ho poco tempo per cucinare e ancora meno tempo per scrivere.
Ma quando preparo qualcosa che mi piace tanto, voglio raccontarlo.

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Dopo un periodo di dolci senza burro (granola, biscotti, torta vegana) sentivo il bisogno di preparare la mia pasta frolla.
Dopo averla provata con farina integrale, farina di farro, farina di grano saraceno.. ho deciso di realizzare la versione al cacao.
Con questa frolla ho fatto una crostata con crema di ricotta, pere e amaretti.
Le pere perché nessun frutto si sposa così bene col cacao; la ricotta perché volevo creare una crema leggera, in contrasto col sapore forte del cacao; gli amaretti perché volevo rendere il ripieno un po’ croccante.

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Una torta autunnale, delicata e deliziosa, ideale da preparare nei pomeriggi freddi e buii con cui ci toccherà fare i conti per qualche mese.

Ingredienti:
Per la frolla
260 gr farina 00
40 gr cacao amaro
150 gr burro
120 gr di zucchero
2 uova
1 pizzico di sale

Per il ripieno
4 pere mature
250 gr di ricotta
100 gr di amaretti
1 uovo
2 cucchiai di zucchero

Procedimento
– Preparate la pasta frolla cominciando a mescolare gli ingredienti secchi: setacciate la farina, il cacao e poi aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale.

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– Tagliate il burro (freddo di frigorifero!) a tocchetti, poi aggiungetelo agli altri ingredienti e iniziate a impastare con le dita, fino a creare un composto granuloso in cui il burro è stato assorbito dalle polveri.
– Unite le uova e continuate a impastare velocemente per non scaldare troppo l’impasto: otterrete una palla compatta e omogenea.

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– Avvolgete la frolla in un foglio di pellicola e fatela riposare in frigorifero per almeno un’ora.
N.B. Quando ho lavorato la frolla mi sono accorta che non era abbastanza dura per essere stesa al meglio. Se avete più tempo, preparate la frolla con anticipo anche di qualche ora; altrimenti lasciatela in frigorifero un’ora e poi trasferitela in freezer per 10/15 minuti.
– Mentre la frolla riposa preparate il ripieno: sbucciate le pere e privatele del torsolo, poi tagliatele a tocchetti piccoli.

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– Mettete le pere sminuzzate in una ciotola capiente, poi aggiungete la ricotta, lo zucchero e l’uovo e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.

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– Sbriociolate grossolanemente gli amaretti (in un mixer o con le mani) e aggiungeteli alla crema di ricotta e pere.

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– Accendete il forno a 180°C, poi imburrate e infarinate una tortiera di 24/26 cm.
– Su un foglio di carta forno leggermente infarinato o su un piano da lavoro stendete i 2/3 della pasta frolla, ricavandone un disco. La parte che avanza riponetela in frigorifero.
– Adagiate il guscio di frolla nella tortiera, poi bucherellatelo con una forchetta e sistemate i bordi.
– Versate la crema nel guscio di frolla, poi ultimate la crostata decorandola con strisce che ricavate dalla pasta avanzata.

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– Infornate la crostata e fatela cuocere per 40/45 minuti in forno statico.
– Sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente prima di servirla.

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Si conserva per uno o due giorni, chiusa in un contenitore ermetico.
Questa crostata è ottima per concludere una cena o per accompagnare un tè caldo all’ora di merenda.

I miei consigli:
– Scegliete pere molto mature, per far sì che rimangano più morbide anche dopo la cottura e diano un sapore deciso alla crema.
– Se non amate gli amaretti, potete sostituirli con gocce di cioccolato fondente.

Pane integrale con farina di farro e semi

Ho passato un’estate intensa.
Fatta di movimento, io che fino a un anno fa ero solo divano. Dalla tanto odiata coach Jilian che mi ha tenuto compagnia per un mese, all’iscrizione al box; dalle gite in montagna ai dieci giorni di cammino in Spagna.
Un’estate fatta di esami e volanti. Di viaggi sola, di ritorni.
Di viaggi in due.
Un’estate lunga ma sempre troppo corta.
Un’estate in cui il forno l’ho acceso solo per preparare qualche torta e in cui fare il pane era diventato un lontano ricordo.

Avevo voglia di rimettere le mani in pasta, di sfornare il pane la mattina presto e mangiarlo ancora caldo . Di solito faccio così nelle fredde domeniche d’inverno, ma questa volta è andato bene anche un martedì mattina di inizio autunno.

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Da mesi, a ogni rinfresco di Gioia, ne buttavo una parte e conservavo solo una quantità sufficiente per tenerla in vita e arrivare al nuovo rinfresco.
Ieri sera invece ho rinfrescato tutta la mia pasta madre: 100 gr li ho rimessi in frigorifero, gli altri 300 gr circa li ho lasciati crescere per quasi tre ore e poi li ho usati per il pane.

Oltre al lievito occorrono farine, semi, acqua, miele e poco sale.
Poi solo pazienza e un po’ di attenzione.

Cambio sempre le farine che utilizzo, per avere ogni volta un gusto nuovo, una consistenza diversa, un profumo migliore. Questa volta ho scelto di miscelare farina integrale, farina bianca e farina di farro.
Il risultato è un pane dalla crosta croccante e una mollica soffice. Un pane delizioso, ricco di semi e profumato, ottimo a colazione con un velo di marmellata o di miele ma perfetto per accompagnare qualsiasi pasto.

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Ingredienti:
500 gr di farina di tipo 2
250 gr di farina di farro
250 gr di farina bianca
320 gr di lievito madre (rinfrescato da 3 ore)
650 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di semi di papavero
2 cucchiai di semi di girasole
1 cucchiaio di semi di lino + canapa
2 cucchiaini di sale

Procedimento:
– Mettete il lievito madre rinfrescato da almeno tre ore in una ciotola capiente. Poi versate l’acqua e il miele e iniziate a sciogliere il lievito con una forchetta.
N.B. Io impasto a mano ma se lo avete potete usare anche un robot da cucina, seguendo la stessa procedura.
– Quando il lievito sarà completamente sciolto, aggiungete le farine setacciate e iniziate a impastare con le mani o l’aiuto di un cucchiaio. Lavorate l’impasto fino a che la farina avrà assorbito l’acqua. Continuate ad impastare a mano, sollevando l’impasto dall’alto verso il basso, per qualche minuto.
– A questo punto aggiungete il sale e i semi e impastate ancora per distribuirli in maniera omogenea.
– Prendete una ciotola abbastanza grande da poter contenere l’impasto anche dopo la lievitazione e adagiateci un canovaccio pulito.
– Aiutandovi con un po’ di farina, trasferite l’impasto nella ciotola, spolveratelo con poca farina e copritelo con un altro canovaccio.
– Mettete l’impasto in un posto caldo e riparato e fatelo lievitare per almeno sei ore. (Il mio ha lievitato tutta notte: dalle 23 alle 7).
– Trascorso il tempo di lievitazione, accendete il forno a 250°C.
– Prendete una teglia, foderatela con carta forno e delicatamente adagiateci l’impasto, rovesciandolo direttamente dalla ciotola in cui è lievitato e praticando alcuni tagli sulla superficie.
N.B. Poiché l’impasto è idratato al 65%, una volta tolto dalla ciotola di lievitazione tenderà a “sdraiarsi” sulla teglia, sgonfiandosi e allargandosi. Non preoccupatevi: in cottura crescerà e il pane risulterà comunque soffice e pieno di alveoli.
– Infornate il pane e fatelo cuocere a 250°C per i primi 15 minuti, poi abbassate la temperatura a 220°C e proseguite la cottura per altri 25 minuti.
N.B. Per capire se il pane è pronto, sfornatelo, sollevatelo e “bussate” sotto la base. Se emette un rumore sordo, il pane è cotto.

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Adagiate il pane su una gratella, tagliatene un pezzo quando è ancora caldo e assaggiatelo. Il profumo del pane appena sfornato non ha eguali.
Fatelo raffreddare completamente e mangiatelo a colazione, pranzo, merenda..

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Il pane che non viene consumato in giornata può rimanere in dispensa per un paio di giorni, chiuso in un sacchetto per alimenti. Io preferisco tagliarlo a fette e congelarlo, in modo da averlo pronto ogni volta che mi serve.

I miei consigli:
– Io ho usato i semi che avevo in casa: non è necessario che usiate gli stessi e nelle stesse quantità. Potete usare anche solo uno o due tipi di semi e aumentare o ridurne leggermente le quantità.
– Per comodità io ho cotto l’impasto in un’unica forma. Voi potete anche ricavarne due panetti e cuocerli separatamente.

Granola con avena, miglio soffiato e mandorle

Quando ero bambina mangiavo tazze enormi di cereali: al cioccolato, al miele, anche i corn flakes che però trovavo troppo poco dolci e allora ci aggiungevo almeno un paio di cucchiai di zucchero.
E poi mi piaceva il muesli, chiamato impropriamente così, quello che trovi al supermercato nelle confezioni che sono la metà di quelle dei cereali normali ma ti costa il doppio. Quello che mangi prima i riccioli di cioccolato e la frutta secca e poi ti rimangono solo i cereali. Quello che ne mangi a quintalate quando fai colazione in hotel.

Qualche anno dopo, i dolci mi piacciono se non sono troppo dolci. Lo zucchero non lo aggiungo nel caffè, figuriamoci se lo metto nel latte. Non compro più confezioni di cereali e ho scoperto che quello che pensavo fosse muesli, in realtà non lo era.

Il muesli nasce in Svizzera, a fine Ottocento. Si tratta di un mix di fiocchi di avena, frutta secca e frutta disidratata, niente zuccheri aggiunti, nessuna cottura. Il muesli si consuma “a crudo” aggiunto a yogurt, latte freddo o meglio ancora caldo, in modo che gli ingredienti si ammorbidiscano e creino una ‘zuppa’. Non a caso la parola muesli deriva dalla parola tedesca Mues, che significa ‘purea’ o ‘pappetta’.

Ma non voglio darvi la ricetta per il muesli, non serve darla. Si mischiano gli ingredienti direttamente nella tazza dove poi viene versato il latte oppure si prepara il mix in anticipo e si conserva in un barattolo.

Io voglio darvi la ricetta della granola.
Ma la granola non è muesli? Ma il muesli non è granola? No. Gli ingredienti alla base sono gli stessi, ma la granola viene cotta in forno e, lo ammetto, è infinitamente più buona.
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La granola ha origini nordamericane: nello stesso periodo in cui nasceva il suo lontano cugino muesli, negli Stati Uniti hanno deciso di aggiungere miele e olio al mix di ingredienti secchi e poi di infornare il tutto.
Il risultato è croccante, profumato e delizioso.
Ma anche nutriente e sano. Per i benefici dell’avena, perché non ci sono zuccheri raffinati, perché ormai metto semi oleosi ovunque e perché la lista degli ingredienti che servono per preparare la granola è molto più corta di quella della maggior parte dei cereali venduti in commercio.

Non esiste una sola versione di granola: le combinazioni di cereali – frutta secca – semi sono infinite e permettono di ottenere ogni volta un gusto nuovo. Inoltre ci sono ricette che prevedono l’utilizzo di zucchero, altre di sciroppo d’acero, altre ancora che omettono l’olio. Nei foodblog americani super belli se ne trovano di ogni tipo, ma ti danno le dosi in ‘cups’ e io non ho voglia di mettermi lì a convertirle in grammi.
Io, dopo averne lette un po’, ho trovato la mia.

Ingredienti:
– 120 gr di fiocchi di avena
– 30 gr di miglio soffiato
– 50 gr di mandorle
– 30 gr di semi di girasole
– 30 gr di semi piccoli (canapa, lino, papavero)
– 50 gr di acqua
– 50 gr di miele (per me acacia, millefiori per un sapore meno forte)
– 20 gr di olio di semi di girasole

Procedimento:
– In una ciotola mettete i fiocchi di avena, il miglio soffiato, la frutta secca (intera o tritata grossolanamente) e i semi.

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– Accendete il forno a 160°, poi foderate una teglia con un foglio di carta forno.
– In una padella, abbastanza capiente per contenere anche gli ingredienti secchi, versate i liquidi: acqua, olio di semi e miele. Cuocete per 5/6 minuti a fuoco medio, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.

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– Togliete dal fuoco lo “sciroppo” ottenuto, aggiungete il mix di ingredienti secchi e mescolate bene.

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– Trasferite il composto sulla teglia e distribuitelo in modo da creare uno strato non troppo alto.

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– Infornate e lasciate cuocere per 25/30 minuti, ricordandovi di rigirare la granola ogni 5/6 minuti, per farla dorare su tutti i lati e non lasciarla bruciare: deve prendere un colore dorato, senza bruciarsi.

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Una volta pronta, lasciate la granola sulla teglia e fatela raffreddare per circa 30 minuti. Dopodiché gustatela nello yogurt, con un bicchiere di latte freddo o tiepido, sul gelato o per arricchire una macedonia di frutta. Ma è buona anche da sola e un cucchiaio tira l’altro.
Conservatela in un barattolo di vetro a chiusura ermetica o in un contenitore di latta: può tranquillamente restare in dispensa per 15 giorni, a portata di mano per la colazione o la merenda.

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I miei consigli:
– Se non avete cereali soffiati (riso, miglio, amaranto..), potete sostituirli con i fiocchi di avena.
– Se volete aggiungere uvetta, mirtilli o altra frutta disidratata, inseritela in forno a pochi minuti dalla fine della cottura, altrimenti rischia di bruciarsi e diventare amara.
– Quando la granola ha finito di raffreddarsi, potete personalizzarla con scaglie di cioccolato, bacche di goji, polline secco ecc. a piacere.

Torta al cacao con latte di avena (vegan)

L’ultimo post risale a più di due mesi fa.
Nel frattempo ho acceso il forno solo per sfornare torte di compleanno, ho rinfrescato Gioia ma non ho più preparato il pane. Ho mangiato oatmeal praticamente ogni mattina e assaggiato la polvere di maca.
Sono tornata in Francia per qualche giorno a trovare la famiglia dove ho vissuto e ho capito che amo camminare in montagna. Ho iniziato Crossfit e con i saldi ho comprato solo abbigliamento sportivo.
Ho comprato anche una macchina fotografica nuova. Ho prenotato un viaggio con mio fratello così a ottobre ce ne andiamo a Berlino e ho superato l’esame di teoria della patente, che sono in ritardo di giusto qualche anno ma ci sono quasi. Ho visto centinaia di episodi di Friends e ormai i protagonisti sono anche amici miei.
Ho acceso l’ultima sigaretta alle 19.40 dell’ultima domenica di luglio e ho percorso 249 km a piedi sul Camino del norte che attraversa la costa settentrionale della Spagna fino ad arrivare a Santiago di Compostela.

Ho anche cucinato, a volte di fretta, a volte la sera, quasi sempre pranzi per l’ufficio e spesso cose facili fatte e rifatte.
Ecco perché non ho scritto sul blog.

Però qualche giorno fa ho preparato una torta al cacao con una ricetta nuova e valeva la pena dedicarle un post.

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Perché è una torta diversa da tutte le altre che ho fatto, un esperimento nuovo: è un dolce senza burro, senza uova e senza latte (vaccino). Io che fino a pochi mesi fa sostenevo che ‘no, i dolci senza burro proprio no!’, adesso mi sono messa anche a togliere altri ingredienti.
Perché è una torta come tutte le altre che faccio: con pochi ingredienti, facile e veloce da preparare e che può cambiare gusto ogni volta semplicemente aggiungendo o modificando qualcosa.
E poi perché è una torta buona, leggera e ha un delizioso profumo di cacao; è poco dolce ma gustosissima e nonostante l’assenza di burro resta umida e soffice.

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Possono mangiarla tutti: amanti del cioccolato, golosi che fanno sempre il bis, vegani che non rinunciano ai dolci, persone che sono eternamente a dieta o quelle che lo sono soltanto di lunedì. Inoltre sostituendo la farina di frumento con quella di grano saraceno (o riso, miglio ecc.) questa torta è adatta anche ai celiaci.

Ingredienti:
280 gr di farina di grano tenero tipo 1
50 gr di cacao amaro (per me cacao in polvere organico)
130 gr di zucchero di canna
300 ml di latte di avena
80 ml olio di semi
1 bustina di lievito in polvere per dolci

Procedimento:
– In una ciotola capiente mettete la farina e il cacao setacciati, poi aggiungete lo zucchero e il lievito.

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– Versate l’olio e il latte e mescolate tutti gli ingredienti per un paio di minuti, aiutandovi con uno sbattitore elettrico.

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– Accendete il forno a 180°C e mentre si scalda imburrate e infarinate uno stampo di 24 cm con cerniera e versateci dentro l’impasto (per una versione 100% vegana: usate margarina o olio per lo stampo).

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– Infornate e fate cuocere in modalità forno statico per 30 minuti. Fate la prova stuzzicadenti per essere sicuri che la torta sia cotta: se esce asciutto, il dolce è pronto.
– Sfornate la torta, fatela raffreddare e poi toglietela dallo stampo.

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Spolveratela con abbondante zucchero e servitela a colazione o merenda.

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Si conserva bene per un paio di giorni, se chiusa in un contenitore ermetico. E anzi, a mio avviso, il giorno dopo è ancora più buona.

I miei consigli:
– Potete arricchire l’impasto con frutta secca (noci, mandorle..), frutta fresca (pere, mirtilli..) o con fiocchi di avena.
– Per farne una variante più golosa, prima di infornare la torta, distribuite sulla superficie qualche cucchiaiata di crema di nocciole o di confettura.